mercoledì 20 febbraio 2008

Pollock and me


Apro e chiudo quella porta come uno schizzo di colore sulla tela.

La genialità non è capita, ma spesso trafugata e rapita.

Quelle follie di un tempo non mi appartengono più, voglio solidità non bagliori improvvisi di luce.

Il diamante è bello per qualcuno e scintillante, ma per me rimane solo una pietra tagliente come il veleno che inniettato nelle vene si distribuisce lento.

Che effetto l'adrenalina. Che effetto!

La temperatura sale alle stelle e l'umore scende. E hai bisogno di calore, non di febbre, di amore.

Apri gli occhi e ti accorgi che quello che cerchi non è fuori, ma dentro. Respiri a stento e comprendi...

Quanto sarebbe più bello a volte non sapere...

e quanto però adoro io... SAPERE!


Affascinata dai tratti onirici di Jackson Pollock ... volo in una fantasia che mi porta ad attraversare gli stati... a scoprire nuove terre... e non per avventura, ma per pura voglia di conoscenza. E se ciò non sarà possibile... allora starò ferma ad attendere che il tempo si ricordi del mio passo. Ché chi semina, raccoglie. E se non nasce il grano... il seme è marcio.
Voglio volare...
lasciatemi sognare e con Pollock
morire.
.
La giornalista nel delirio febbrile

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